Prestiti dai familiari, ecco come comportarsi con il fisco

Ricevere un prestito da un familiare (si pensi a un genitore che desidera fare un’elargizione al proprio figlio, o anche un regalo) potrebbe far insospettire il fisco e, di qui, provocare un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Fortunatamente, la commissione tributaria regionale del Piemonte, con la pronuncia n. 74/30/2012, riserva qualche utile indicazione per potersi “difendere” da accertamenti e ispezioni da parte del fisco.

In altri termini, la commissione tributaria regionale ha precisato come il contribuente non sia tenuto a dimostrare la capacità contributiva di coloro che gli avrebbero prestato il denaro, e tanto meno la legittimità del possesso delle provviste di denaro da parte dei soggetti erogatori.

Stando a quanto riporta un approfondimento comparso su Il Sole 24 Ore in materia, a firma di Rosanna Acierno, in caso di dubbio dovrà pertanto essere l’amministrazione finanziaria ad appurare la veridicità della giustificazione addotta e, di conseguenza, la compatibilità con la capacità contributiva dei soggetti prestatori.

Le Entrate, con i loro poteri di accertamento, dovranno provare che la circostanza addotta dal soggetto in questione non sia fondata, e invitare lo stesso a elargire nuove giustificazioni.

Non solo: l’indicazione da parte del soggetto contribuente varrà sia nel caso di prelevamento che nel caso di versamento. In altre parole, per quanto concerne i prelevamenti, se il contribuente vuole evitare che le somme prelevate siano considerate dei compensi o dei ricavi, dovrà alternativamente indicare i soggetti beneficiari dei prelevamenti o dimostrare che i movimenti risultano dalle proprie scritture contabili. Nell’ipotesi di versamenti, invece, il contribuente – se vorrà evitare che gli stessi vengano considerati come maggiori redditi – sarà tenuto a dimostrare che tali operazioni siano già state sottoposte a tassazione, o siano esenti o irrilevanti ai fini impostivi fiscali (si pensi, come abbiamo affermato in apertura, a un regalo da parte di un parente).

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