Prestito della speranza: erogazioni scarse nei primi tre anni di vita

A distanza di 36 mesi dal suo varo ufficiale (nel luglio 2009) i numeri del prestito della speranza voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana sono piuttosto deludenti. In tre anni, infatti, il prestito ha permesso l’erogazione di 1.769 prestiti a fronte di 4 mila domande presentate. Considerato che i proponenti stimavano almeno 30 mila prestiti nei confronti di altrettante famiglie, e che i vescovi italiani avevano predisposto un fondo di garanzia da 30 milioni di euro (utilizzato per 8 milioni di euro), ne consegue un facile giudizio di flop.

Che le cose non fossero proprio sulla strada ideale, lo si era già capito da tempo. Un anno e mezzo fa, infatti, era stata ammessa la prima delusione ottenuta, visto e considerato che il numero era – si leggeva in una nota – “molto inferiore alle aspettative di richieste e di conseguenza anche di prestiti erogati. Questo per diversi motivi, sia perchè i criteri di selezione erano particolarmente rigidi, sia perchè il prestito non era uno strumento diffuso e noto a livello territoriale”.

Per quanto concerne i criteri di selezione, val la pena formulare qualche considerazione: il prestito era inizialmente riservato alle sole famiglie mono reddito, che avessero perso l’unico reddito, con tre figli a carico, o con situazioni di grave malattia o disabilità. Criteri molto severi, che hanno generato erogazioni con il contagocce, e un rapido dietrofront.

Nonostante tutto, nella seconda fase di vita del progetto i prestiti erogati non sono certamente esplosi. I finanziamenti sono infatti stati pari a un valore di 24.458.821 euro, contro i 120 milioni stimati. “Tutto il sistema si è adeguato per apportare più domande al progetto” – afferma Livio Gualerzi, dirigente per la gestione delle risorse finanziarie e responsabile per i progetti speciali della Cei – “ma i numeri sono ancora abbastanza distanti dall’obiettivo finale, nonostante il prestito della speranza sia il progetto di microcredito più importante fatto a livello nazionale”.

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