Prestito al consumo

Il prestito al consumo è formato da tutte quelle attività  di finanziamento alle persone fisiche e alle famiglie che hanno lo scopo di sostenere i consumi delle stesse, oppure di rateizzare i pagamenti. Il prestito al consumo, noto anche come credito al consumo, si differenzia dalla classica tipologia di prestiti per il fatto che non è chiesto per sostenere degli investimenti, bensì le spese quotidiane di una famiglia o di una persona.

L’insieme degli strumenti finanziari che rientrano nella tipologia del prestito al consumo sono:

  • le carte di credito
  • i pagamenti posticipati oppure rateizzati
  • i prestiti personali
  • le cessioni del quinto dello stipendio
  • i prestiti con finalità di consolidamento del debito

Non rientrano nella tipologia dei prestiti di credito al consumo i mutui ipotecari fatti per acquistare un immobile, dato che sono chiesti per effettuare un’investimento.

A chi è destinato il prestito al consumo?

Il credito al consumo, come dice il nome stesso, è un prestito riservato alle persone consumatrici. Gli importi entro i quali è possibile chiedere un prestito al consumo vanno da un minimo di 154,94 euro, le vecchie 300.000 lire, ed un massimo di 30.987,41 euro, e vecchi 60.000.000 di lire.

Il credito al consumo può essere concesso solo da appositi enti ed istituti che siano stati autorizzati. Pertanto stiamo parlando delle banche e degli intermediari finanziari che siano iscritti presso un apposito albo tenuto dall’Ufficio Italiano dei Cambi.

Molto importanti nella valutazione della convenienza di un’offerta di prestito al consumo è l’analisi dei tassi di interesse praticati dall’istituto che concede il credito. In questo senso parliamo di TAN, il tasso netto applicato al prestito, e di TAEG, che è il tasso lordo. Quest’ultimo rappresenta il costo effettivo che il cliente deve sostenere per il finanziamento, e include oltre alle spese per interessi anche quelle relative all’apertura della pratica di finanziamento e all’eventuale assicurazione che la società finanziaria chiede per potersi tutelare da aventi imprevisti, come la perdita di lavoro del debitore.

Quali leggi tutelano il consumatore in Italia?

In Italia l’attività di credito al consumo è regolata da tutta una serie di leggi che hanno lo scopo di garantire e di tutelare il consumatore. Quelle principali sono:

1. Legge 154/92 “Trasparenza”
2. Legge 142/92 “Credito al consumo”
3. Decreto Legislativo 385/93 “Legge Bancaria”
4. Legge 52/96 “Clausole vessatorie”
5. Legge 108/96 “Usura”
6. Decreto Legislativo 196/03 “Codice in materia di protezione dei dati personali”
7. Decreto Legislativo 206/05 ” Codice del consumo”

Solitamente il tasso di interesse che viene applicato a questa tipologia di prestiti è più elevato rispetto, ad esempio, al tasso applicato ai mutui. La motivazione è molto semplice: il rischio di insolvenza del debito è più alto in nei prestiti al consumo, anche perché non ci sono garanzie per il prestito, se non il solo reddito del debitore.

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